SkyLUG un Linux user group dedicato all’astronomia

25 agosto 2009

SkyLUG

SkyLUG

Questo gruppo nasce per avvicinare il mondo Linux all’astronomia e di aiutare i meno esperti all’installazione e alla
configurazione di questo famoso sistema operatvio free.

Si possono postare anche domande che riguardano solo il software e non l’astronomia. Questo gruppo è aperto a chiunque sia appassionato di open source e di astronomia.

Da visitare:

http://tech.groups.yahoo.com/group/skylug/


Nel 2010 arriverà Firefox 3.6

25 agosto 2009

La fondazione Mozilla sta già pensando alla nuova release di Firefox, la 3.6, nome in codice Namoroka.

È  già stata rilasciata una linea guida per gli sviluppatori e una prima alpha del browser.

Tra le novità c’è la possibilità di nascondere la barra dei menù, un po’ come accade sul browser di casa Google, Chrome, in modo da dare più spazio visibile alle pagine web. Tale funzione risulta particolarmente utile a coloro che sviluppano plug-in.

Firefox

Firefox 3.6

Inoltre viene aggiunto Compositor, un nuovo framework per la visualizzazione dei contenuti che permette di migliorare l’aggiornamento e lo scorrimento delle pagine con contenuti dinamici, migliorare il sincronismo tra audio e video, rendere i contenuti interattivi più reattivi all’input dell’utente e introdurre il supporto nativo ai widget. Incrementa le performance del motore JavaScript TraceMonkey e supporta una più estesa gamma di proprietà CSS3. Possiamo trovare anche il supporto per l’interfaccia nsISound, un sistema di notifiche sonore per i servizi online, ad asempio l’arrivo di nuova posta elettronica sulla propria webmail o su un servizio di messaggistica istantanea come Meebo.

Insomma le novità sembrano essere davvero tante. Dovremo aspettare però la seconda metà del 2010 per poter scaricare la versione finale di questa release.

Fonti:


Mac OS Snow Leopard disponibile il 28 agosto

25 agosto 2009

Roma – Snow Leopard arriverà prima del previsto, il 28 agosto anziché a settembre come in precedenza Apple aveva affermato, una possibilità che da giorni in molti avevano pronosticato. Arriverà agli utenti che hanno acquistato un Mac negli ultimi mesi come aggiornamento gratuito, oltre ad essere disponibile negli Apple Store e nei negozi autorizzati al prezzo di 29 euro (49 per il Family Pack).

Con questa release, Apple mette definitivamente in cantina le sue macchine con processore PowerPC: Mac OS 10.6 sarà disponibile solo per gli ultimi prodotti equipaggiati con processore Intel e richiede almeno un 1 GB di RAM per funzionare a dovere. Per chi effettuerà l’upgrade da Tiger il prezzo sale a 169 euro (229 per il Family Pack) ma sono incluse le ultime versioni di iWork e iLife.

Le applicazioni di base del sistema sono a 64bit ma rimane il supporto per quelle a 32bit. Viene inoltre integrato il supporto per Microsoft Exchange e in generale sono state migliorate le prestazioni di tutti gli elementi principali del sistema, in particolare il Finder, che secondo i test condotti da Apple risulta più intuitivo, e Time Machine, la cui velocità è stata aumentata dell’ottanta per cento (sempre secondo le stime fornite da Cupertino).

In contemporanea uscirà anche la versione server di Snow Leopard, che presenta nuove feature quali Podcast Producer 2 e Mobile Access Server, e costerà 499 euro.

Giorgio Pontico

Fonte:
http://punto-informatico.it/2696786/PI/News/snow-leopard-libero-ad-agosto.aspx
http://www.apple.com/pr/library/2009/08/24macosx.html


Creare un host virtuale con Apache su Linux

18 agosto 2009

Ho trovato questa guida su http://www.comefarea.it/linuxandco/lamp/, l’ho provata e funziona

LAMP

L’acronimo LAMP significa Linux Apache MySQL PHP. Ultimamente, con l’aumento di popolarità di Python, l’ultima P assume anche il significato di Python.
Inizieremo con l’installazione e configurazione del server web Apache, per poi passare a MySQL e PHP. Infine, andremo a testare il nostro ambiente di sviluppo con una famosa applicazione web per la gestione di MySQL: phpMyAdmin. Il sistema utilizzato per scrivere l’articolo è Ubuntu Linux 8.04.1 LTS.
Installazione e configurazione di Apache

Su Ubuntu l’installazione di Apache è semplice come quella di qualsiasi altro software, con la differenza che dobbiamo usare la linea di comando, dato che Apache non compare nella lista delle normali applicazioni di Ubuntu Desktop. Per installare il server web, lanciate il comando:

$ sudo apt-get install apache2

Dato che Apache 2 è un software molto articolato, sicuramente il sistema di gestione pacchetti vi chiederà di installare ulteriore software a completamento.
Per verificare che l’installazione sia andata a buon fine, aprite il vostro browser web e digitate l’indirizzo http://127.0.0.1. Dovreste trovarvi davanti una pagina così:

Apache avviato e funzionante

Apache avviato e funzionante

Purtroppo la configurazione predefinita di Apache va bene solo per visualizzare questa pagina. Per avere un ambiente su misura, bisogna mettere mano ai file di configurazione.

NOTA
Prima di procedere con i passi successivi, si consiglia di leggere l’articolo che parla della console dei comandi.

Portatevi nella cartella /etc/apache, la quale contiene tutti i file di configurazione di Apache. Normalmente il file di configurazione principale è httpd.conf. Su Ubuntu, invece, il sistema di configurazione è un po’ diverso dal solito: il file principale è apache.conf, in più ci sono molti file accessori che vengono inclusi in quello principale tramite una apposita direttiva. In questo modo, ogni volta che si vuole aggiungere o togliere qualcosa nel file di configurazione, non si va a modificare direttamente apache.conf, ma si aggiungono o tolgono i file accessori. È un modo molto efficace di gestire la configurazione, dato che questa frammentazione rende più facile trovare eventuali errori di sintassi.

Portatevi nella sotto-cartella sites-available, che contiene tutti i virtual hosts disponibili nella vostra configurazione di Apache. L’unico file presente è default, contenente la configurazione predefinita del virtual host principale di Apache. Copiate questo file per creare un nuovo virtual host. Nel nostro caso lo abbiamo copiato col nome vh_prova.

NOTA
ovviamente, dato che siamo all’interno della cartella /etc, per poter fare modifiche alla struttura del filesystem e ai file stessi, dobbiamo avere i diritti di amministrazione.

Aprendo il file appena creato, vi trovate davanti al file di configurazione per il vostro nuovo host virtuale:

<VirtualHost *>
ServerAdmin webmaster@localhost
DocumentRoot /var/www/


<Directory />
Options FollowSymLinks
AllowOverride None
</Directory>



<Directory /var/www/>
Options Indexes FollowSymLinks MultiViews
AllowOverride None
Order allow,deny
allow from all
</Directory>



ScriptAlias /cgi-bin/ /usr/lib/cgi-bin/


<Directory "/usr/lib/cgi-bin">
AllowOverride None
Options +ExecCGI -MultiViews +SymLinksIfOwnerMatch
Order allow,deny
Allow from all
</Directory>



ErrorLog /var/log/apache2/error.log


# Possible values include: debug, info, notice, warn, error, crit,
# alert, emerg.
LogLevel warn
CustomLog /var/log/apache2/access.log combined
ServerSignature On


Alias /doc/ "/usr/share/doc/"
<Directory "/usr/share/doc/">
Options Indexes MultiViews FollowSymLinks
AllowOverride None
Order deny,allow
Deny from all
Allow from 127.0.0.0/255.0.0.0 ::1/128
</Directory>
</VirtualHost>

Ai fini del nostro articolo, sfoltiremo questo file per renderlo più semplice e maneggevole, senza le complicazioni tipiche di una configurazione da server. In fondo il nostro obiettivo è avere una workstation funzionante, non un server perfettamente configurato.
Il nostro nuovo file, debitamente sfoltito, risulterà essere:

NameVirtualHost *
<VirtualHost *>
ServerAdmin vostra_email@prova.it
ServerName vh_prova.backintime


DocumentRoot /home/paolo/public/vh_prova
<Directory />
Options FollowSymLinks
AllowOverride None
Order allow,deny
allow from all
</Directory>
</VirtualHost>

Le due righe più importanti di questo file sono:

ServerName vh_prova.backintime
DocumentRoot /home/paolo/public/vh_prova

La prima è auto-documentante: indica il nome, o indirizzo, del nostro host virtuale. Dalla nostra configurazione di esempio, si evince che il nostro host risponderà all’indirizzo http://vh_prova.backintime.
Come scegliere l’indirizzo? Di solito consiglio di usare nome_virtual_host.nome_computer; nel nostro caso, come si intuisce, il nome del computer è backintime.
La seconda riga, invece, indica la nostra document root, cioè la cartella radice del nostro host virtuale, quella che conterrà tutti i file della futura applicazione web che svilupperemo. Nel nostro caso, ho deciso che i files risiederanno nella sottocartella vh_prova della mia cartella public. Qualsiasi cartella va bene come document root, a patto che possa essere accessibile dal server web Apache.

Il significato delle altre opzioni di configurazione esula dallo scopo dell’articolo, quindi rimando alla documentazione ufficiale di Apache.

Dopo aver sistemato la configurazione del nostro host virtuale, dovete creare un link simbolico nella cartella sites-enabled:

$ sudo ln -s /etc/apache2/sites-available/vh_prova /etc/apache2/sites-enabled/

Creando questo link simbolico, avete reso attivo il vostro nuovo host: infatti questa cartella contiene i link simbolici alle configurazioni degli host virtuali che devono essere attivati sulla vostra installazione di Apache.

Adesso dovete rendere accessibile l’indirizzo del nostro virtual host: infatti digitando l’indirizzo http://vh_prova.backintime, il vostro computer andrà a cercare la risoluzione del nome nel vostro server DNS, che nella maggior parte dei casi risponderà con un errore. Per effettuare un by-pass del DNS, dovete modificare il file /etc/hosts, che contiene le informazioni sugli host conosciuti. Aggiungete la riga:

127.0.0.1 vh_prova.backintime

e salvate il file. Ovviamente, se avete scelto un nome diverso da vh_prova.backintime, mettete la vostra scelta.

La configurazione del virtual host è finita. Adesso non resta che scrivere una pagina index.html di prova per testarne il funzionamento. Per i più pigri, ecco un semplice documento HTML per un veloce copia-incolla:

<html>
<head>
<title>Home page di prova</title>
</head>
<body>
<h1>Home page di prova</h1>
<p>Questa &egrave; la prima home page di prova</p>
</body>
</html>

Salvatelo nella document root che avete indicato in precedenza. L’ultima operazione da fare è riavviare Apache per rendere attive le modifiche:

$ sudo /etc/init.d/apache2 restart

Se il riavvio va a buon fine, dovreste trovarvi davanti a una schermata così:

Il virtual host che funziona

Il virtual host che funziona

Nel caso in cui il riavvio di Apache non abbia successo, controllate la sintassi del vostro file di configurazione: nella maggior parte dei casi il problema è quello.


Cambiare la basedir di MySQL

18 agosto 2009

Dopo vari tentativi finalmente sono riuscito a spostare la directory contenente i dati di MySQL.

Questo è utile quando abbiamo bisogno di uno spazio più grande per una base dati molto grossa.
I passi che ho effettuato sono questi:

  1. Fermare il server MySQL
    /etc/init.d/mysql stop
  2. creare una directory che conterrà i dati, io ho creato
    /home/mysql/data
  3. cambiare il proprietario di tale directory con
    sudo chown -R mysql:mysql /home/mysql/data
  4. copiare i dati dalla vecchia datadir alla nuova, senza i vari file di log (ib_arch_log_0000000000, ib_logfile0, ib_logfile1, ecc…) ATTENZIONE: ibdata1 va copiato perché è utilizzato dall’engine InnoDB, io ho copiato anche mysql_upgrade_info e debian-5.0.flag
  5. editare il file /etc/mysql/my.cnf e camibare la riga
    datadir = /var/lib/mysql
    in
    datadir = /home/mysql/data;
  6. editare il file/etc/apparmor.d/usr.sbin.mysqld e aggiungere le righe
    /home/mysql/data/ r,
    /home/mysql/data/** rwk,
    io le ho aggiunte subito dopo
    /var/lib/mysql/** rwk,
  7. eseguire il comando
    sudo /etc/init.d/apparmor restart
  8. eseguire il comando
    sudo /etc/init.d/mysql start

e finalmente dovrebbe apparire la dicitura:

* Starting MySQL database server mysqld                                   [OK]
* Checking for corrupt, not cleanly closed and upgrade needing tables.

Mantenere comunque una copia dei vecchi dati per sicurezza, bisognerebbe anche controllare per un po’ di giorni che la nuova configurazione funzioni correttamente.


Come far ripartire MySQL su Ubuntu/Debian

18 agosto 2009

Il comando per fermare e far ripartire il server MySQL è:

> /etc/init.d/mysql restart

Il comando per fermarlo solamente è:

> /etc/init.d/mysql stop

Mentre il comando per farlo partire è:

> /etc/init.d/mysql start

Importare un file CSV in MySQL

17 agosto 2009

Per importare dati da un file csv (Comma Separated Values) a una tabella Mysql, dobbiamo far uso della query SQL

LOAD DATA LOCAL INFILE 'nome_file_csv' INTO TABLE nome_tabella
   FIELDS TERMINATED BY ";" LINES TERMINATED BY "\r\n" IGNORE 1 LINES;

L’opzione FIELDS TERMINATED BY “;” indica il carattere separatore tra un campo e l’altro, LINES TERMINATED BY “\r\n” indica come viene indicato l'”a capo” nel file, solitamente se proviene da ambiente Windows si usa “\r\n”, se proviene da sistemi Unix like si usa “\n”, IGNORE 1 LINES indica quante righe de saltare prima di inserire i dati, in questo caso una perché si suppone che in testa ci siano i nomi dei campi.

Facciamo un esempio di file .csv e un esempio di tabella mysql.

Supponiamo che il file csv sia composto da 3 campi: nome, cognome, indirizzo:

“nome”;”cognome”;”indirizzo”
“gino”;”gini”;”via dei platani 8″
“luigi”;”rossi”;”via dei pini 3″

La tabella potrebbe essere del tipo:

CREATE TABLE anagrafica (
id int(3) NOT NULL auto_increment PRIMARY KEY,
nome varchar(100) default NULL,
cognome varchar(150) default NULL,
indirizzo varchar(150) default NULL
)ENGINE=MyISAM;

Se vogliamo far uso di uno script PHP che carica i dati dal file csv “dati.csv” dovrà essere:

<?
// Dichiaro le variabili per la connessione al database
$server="nome_server";
$user="nome_user";
$passwd="password";
$database="nome_DB";

// Mi connetto al server Mysql e seleziono il DB da usare
$db = @mysql_connect($server, $user, $passwd);
@mysql_select_db($database);

// Creo una variabile con il file CSV Mda importare
$CSV_file = "dati.csv";

// Eseguo la query per l'importazione
mysql_query("LOAD DATA LOCAL INFILE '" . $CSV_file . "' INTO TABLE mia_tabella
 FIELDS TERMINATED BY ";" LINES TERMINATED BY "\\r\\n" IGNORE 1 LINES;');

// Chiudo la connessione al DB
mysql_close($db);
?>